Storie da non dimenticare
... parla di un fantasma a cui hanno rubato le ciabatte.
C’era una volta un fantasma con delle mani enormi e con sei piedi lunghissimi che abitava in un castello presso un parco di Albenga.
Di notte faceva tantissimi dispetti alle persone che abitavano attorno al parco, soprattutto alla famiglia Salamella.
Una sera, durante una tempesta che portava nell’aria il profumo della salsiccia arrosto, il fantasma decise di uscire, ma, poiché non era ancora notte fonda, tutti lo videro.
Entrò allora attraverso una finestra in casa della famiglia Salamella e soffiò così forte che tutte le salsicce si congelarono.
Tutto felice, perché aveva rovinato la cena alla famiglia Salamella, tornò nel suo castello a vedere il suo film preferito “Pipistrellam Pistrellum”.
Intanto la famiglia Salamella scongelò le salsicce e le rimise sulla griglia e decise di vendicarsi.
Pensarono di portargli via tutte le ciabatte che erano ben tre paia di colore diverso.
La notte dopo, mentre il fantasma era a fare scherzi in giro, entrarono zitti zitti nel castello e videro che le ciabatte erano conservate in una gabbia d’oro.
Il più piccolo della famiglia disse: “Ho un’idea! Mettiamo della carne trita dentro la serratura poi la congeliamo e prendiamo l’impronta della chiave”.
La notte dopo, approfittando dell’assenza del fantasma, presero la carne trita, ma non sapevano come congelarla, così andarono dal Signor Ghiaccioli il quale chiese se volessero che conservasse la loro trita in freezer.
Gli risposero che avevano bisogno del suo raggio congelante. Il Signor Ghiaccioli gentilmente disse. “Va bene, per questa volta ve lo presto”.
Scendendo dalle scale della casa del Signor Ghiaccioli tutta la famiglia ruzzolò, ma per fortuna il raggio non si ruppe. Il Signor Ghiaccioli si raccomandò che usassero il raggio solo a fin di bene.
Lo rassicurarono: “Stiamo facendo una gara a chi congela prima la carne”.
Congelarono la carne trita ed andarono da un ferramenta per farsi fare una chiave con la carne congelata.
Il ferramenta disse: “OK!”
Con la chiave andarono di corsa a casa del fantasma ad accertarsi che non ci fosse nessuno. Entrarono e aprirono la gabbia d’oro, ma proprio in quel momento tornò il fantasma e calzò le sue pantofole che erano gigantesche. Faceva fatica a metterle perché dentro le pantofole si era nascosta la famiglia Salamella. “Pazienza mi stanno un poco strette” disse il fantasma ed andò a vedere il film “Drago dragoncello”.
Le ciabatte mandavano una puzza terribile e la famiglia Salamella dovette sopportare questo fetore per tutta la durata del film.
Finito il film, il fantasma decise di guardare “Drago dragoncello 2” e poi anche il 3, il 4, il 5, il 6 e già che c’era anche il 7, l’8 e il 9 e il 10. Anzi tutta la serie di 100 episodi.
Finalmente il fantasma decise di andare a dormire, ma si addormentò con le ciabatte ai piedi e la povera famiglia Salamella rimase dentro le ciabatte tutta la notte.
Al mattino il fantasma capì che era arrivato il momento di portare le ciabatte al fiume e lavarle. Così la famiglia Salamella finì dentro il fiume.
Per fortuna sapevano nuotare e si salvarono tornando a casa tutti bagnati.
Il più piccolo disse: “Ho un’altra idea! Dobbiamo andare dal rimpicciolitore, così diventiamo piccolissimi e possiamo passare dalla serratura”.
La notte dopo si fecero rimpicciolire e tornarono al castello, entrarono dalla serratura, presero le ciabatte, chiusero la gabbia e scapparono dalla porta perché il rimpicciolimento era finito, infatti durava solo 3 minuti.
Il fantasma tornò pensando che un giorno avrebbe visto la sua serie preferita dal 100 al 200.
Si accorse però che le sue ciabatte erano sparite. Allora furioso si mise a soffiare fortissimo e distrusse tutte le case intorno al castello, ma non riuscì a trovare le sue ciabatte.
La gente per vendetta ricostruì le case più grandi e più belle ed il fantasma crepò di rabbia.